LIBRO REALIZZATO GRAZIE AL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE CON IL SOSTEGNO DEL CONSOLATO GENERALE D’ITALIA A SAN FRANCISCO.

BOOK PUBLISHED THANKS TO THE CONTRIBUTION OF THE MINISTRY OF FOREIGN AFFAIRS AND INTERNATIONAL COOPERATION OF ITALY WITH THE SUPPORT OF THE CONSULATE GENERAL OF ITALY IN SAN FRANCISCO.

About The Book

 

 

La Silicon Valley, nome tanto celebrato nel campo della tecnologia, appare a molti come un luogo misterioso, una realtà lontana a cui tanti aspirano, un mix di creatività, poco rispetto per le regole, ed un influsso continuo di fondi. Ma come si è creato un posto così unico al mondo, che da più di venti anni attira le migliori menti di questo pianeta? È una Big Apple più grande di New York, rispecchia lo spirito americano di indipendenza, imprenditoria, premia l’iniziativa personale. La

Silicon Valley non guarda cosa indossi. “Fail often, fail fast”, è lo yoga mentale. Fallire rapidamente e spesso, ricorda la Silicon Valley. Il fallimento è un simbolo di progresso, non una stigma. La positività della valle (che valle non è, ma piuttosto un’area peninsulare contenuta a nord dalla bellissima baia di San Francisco e a sud dalla cittadina di San Jose) è penetrante e contagiosa. Per lavorare nella Silicon Valley devi essere un ottimista.  

Avere successo nella Silicon Valley non è facile. I ritmi sono elevati, anche per i più tenaci. La mediocrità non sopravvive. È il Mozart che eccelle. La Silicon Valley cresce, e la California nel 2018 si è piazzata al quinto posto come potenza economica mondiale. Qui lavorano i più eclettici, creativi e visionari.

L’energia della valley è un connubio di gente, di quello che in inglese si chiama diversity, diversità di culture, razze, modi di pensare ed agire. E tra questi ci sono gli italiani, numerosi e di successo. Hanno fondato compagnie, sono alla guida dei centri universitari di ricerca più all’avanguardia nel mondo come Stanford e Berkeley. Sono arrivati qui un po’ per caso. Nelle loro interviste raccontano che non hanno chiuso una porta dietro di loro, non sono scappati da nulla, ma hanno aperto una porta nel futuro, hanno seguito un’opportunità.

Immensamente grati e fieri di essere italiani, non hanno mai dimenticato l’Italia e contano di tornare. 

Sono cervelli italiani nel mondo.

Silvia Veronese

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